I bambini alla Biennale di Venezia grazie a F.I.L.A.

Quando si pensa alla Biennale troppo
spesso si immagina un posto d’élite, solo per veri cultori della materia.
Invece mai come quest’anno posso consigliare a tutti di andare a visitarla, e
per un sacco di motivi: Venezia è sempre meravigliosa e capace di sorprendere
dietro ogni angolo; i giardini della Biennale sono un luogo incantevole, specie
ora che l’autunno li colora; avrete l’occasione di visitare i Padiglioni e
l’Arsenale, che normalmente un turista non prende in considerazione;
l’architettura è parte della nostra vita e con questa visita potrete scoprire
un sacco di progetti e di idee utili per tutti noi, in ogni parte del mondo. 
«Durante un
suo viaggio in America del Sud
– racconta il direttore Alejandro
Aravena – Bruce Chatwin incontrò un’anziana signora che camminava nel
deserto trasportando una scala di alluminio sulle spalle. Era l’archeologa
tedesca Maria Reiche, che studiava le linee di Nazca. A guardarle stando con i
piedi appoggiati al suolo, le pietre non avevano alcun senso, sembravano
soltanto banali sassi. Ma dall’alto della scala, le pietre si trasformavano in
uccelli, giaguari, alberi o fiori.
»
Questa è
l’immagine della Biennale di quest’anno, ed è subito piaciuta al Presidente Paolo
Baratta perché la rappresenta appieno. 
«Che cosa vede davvero la signora? Un suolo desolato fatto di immense zone
abitate dall’uomo di cui non può certo andare orgoglioso, realizzazioni deludenti che rappresentano un infinito numero di occasioni
mancate per l’intelligenza e l’azione della civiltà umana. Molte realtà
tragiche, altre banali che sembrano segnare la scomparsa dell’architettura. Ma
vede anche segni di capacità creativa e risultati che inducono a speranza, e li
vede nel presente, non nell’incerto futuro delle speranze.
»
La Biennale quest’anno offre quindi un nuovo punto di vista -esattamente
come quello della signora dall’alto dell’ultimo gradino della sua scaletta, quello
di chi ha avuto una prospettiva più ampia e ha saputo armonizzare all’aspetto
artistico dell’architettura, anche quello sociale, economico e politico. Perchè
l’architettura è l’arte di dare forma ai luoghi in cui viviamo, e da essa dipende
la qualità della nostra vita, e la Biennale ci illustra gli esempi di successo
in cui l’architettura ha fatto la differenza, creando una mostra non solo per architetti, ma capace di parlare al pubblico.
E’ proprio qui che si vede il fil rouge di ottimismo e speranza che ho molto apprezzato durante la visita, portavoce di incoraggianti progetti di rinnovamento che
uniscono l’architettura alla società civile, come strumento della vita di tutti
noi.
Nella foto qui sotto vedete un esempio di recupero conservativo: erano finiti i fondi per ricostruire la copertura originale di questa chiesa, e allora un gruppo di architetti spagnoli ha realizzato in breve tempo un tetto in vetro per rendere fruibile il luogo a tutta la comunità.
In quest’altro progetto viene
mostrata la possibilità di creare zone verdi per la città anche in aree
densamente edificate, portandolo direttamente sulla struttura degli edifici.
‘Cosa c’entra F.I.L.A. con
tutto ciò?’ vi starete chiedendo. La grande azienda tutta italiana torna a
collaborare con la Biennale di Venezia con LYRA, la Matita
Ufficiale delle Attività Educational della 15ma Mostra Internazionale di Architettura. 
Ho visto bambini, maestre e intere classi
talmente assorti nei percorsi guidati e nei laboratori artistici, che avrei
voluto mettermi a sedere in mezzo a loro e cominciare a sporcarmi le mani
anch’io (anche perchè i diversi locali della zona Educational sono meravigliosi e arredati benissimo!).
Il brand LYRA è
presente in Biennale per realizzare con studenti e famiglie attività artistiche
che stimolano la conoscenza per capire la realtà attraverso lo sguardo
dell’architettura contemporanea, attraverso visioni, suggestioni e
rielaborazioni.
I bambini vengono accompagnati lungo alcune sezioni della mostra e poi
guidati a comprendere il significato dell’architettura, come arte in grado di
migliorare il mondo, perfettamente in linea con lo spirito di questa edizione
della Biennale.
Sono stati
ideati sei laboratori suddivisi per età, interattivi ed esperienzali per i più
grandi (fino alle scuole secondarie di II grado) in cui attraverso strumenti
pratici e digitali realizzano progetti e si interrogano sulla loro città
arrivando a identificare problemi e ad immaginare soluzioni (e ‘Solution
from the front. Conosci la tua città’.
Ai più
piccoli invece (scuole dell’infanzia e scuole primarie), le guide propongono un
cammino di interpretazione personale dei temi della mostra per creare nuovi
punti di vista individuali usando creatività e immaginazione

Potete scegliere con i vostri bambini una delle proposte Educational ed accompagnarli in Biennale la domenica, partecipando insieme a loro al processo di creazione grazie a tutti gli strumenti offerti da LYRA per progettare e sviluppare idee creative. 
Vi assicuro che sarà un’esperienza bellissima, per tutti (come potete vedere dal sorriso di una mamma -Singerfood- ritratta durante la visita ; )

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