Amsterdam, la mia Heineken experience grazie a #iospillo

Questo post è stato molto travagliato: scritto, rivisto e corretto mille volte. Quasi un tema della terza media, quelli scritti sui fogli a protocollo. Sì, perché quando un viaggio è così bello, divertente, appagante, come fai a tradurlo in parole? Rischi o di scrivere una cosa infinita che non leggerà mai nessuno, o di sminuirlo per accorciarlo. E poi le foto, ma quante ne avrò fatte? Non ve lo dico nemmeno. E quindi provo a scriverne, ma non sarà mai il racconto perfetto che avrei voluto scrivere. Voi sappiate solo che è stato bellissimo.
 
Già la premessa del viaggio era bellissima: era il mio premio (a me che non vinco mai niente) per essere arrivata prima al concorso #iospillo – per decretare il master spillatore del web 2014- non perché io sia la più brava del web, per carità, ma perché ero stata abile nel raccogliere il maggior numero di voti dalla mia community ; )
E quindi alla gioia di questa vittoria aggiungi un viaggio. What else? Ah, sì: i miei compagni di viaggio: le blogger Mara ed Elena, insieme a due new entries nel mio giro di amicizie targate Heineken: Laura Tordin, le cui telefonate ci spalancavano ogni porta, e Paola Paletti, miss trendy in ballerine. And last but not least, i miei preferiti (prima dell’arrivo di Laura ovviamente, sennò poi chi la sente): Eleonora Galli, con il suo impeccabile accento inglese e Savino Dicorato, con il suo impeccabile accento di uomo del sud. Non potevo desiderare compagnia migliore!
Siamo partiti alla volta di Amsterdam con quel bel clima di gita del liceo, spensierati, con un solo bagaglio a mano e tante cose da vedere. Da bravi turisti assetati ed affamati, ci siamo fermati al primo pub sulla strada (Laura stava morendo di fame) e – anche se non dovrei rivelarlo – mi assumo la responsabilità del cazziatone che ne seguirà e dico che abbiamo scelto l’unico pub che non serviva Heineken. Avevano tutto: dai sottobicchieri, alle insegne luminose, ai poster d’epoca della nostra birra stellata, peccato però non fosse sul listino. Vabbè, pub da cancellare immediately, anche perché sulla carta prometteva il ‘best pancake ever’, ma in realtà era una chiavica.  
Da lì è stato tutto un susseguirsi di cose da vedere, persone da incontrare, e cose che noi comuni mortali ci sogniamo. Una su tutte: al venerdì alla Heineken scatta l’aperitivo post lavoro. Hanno una terrazza interna, attigua al pub aziendale, molto carini entrambi, e si ritrovano tutti dalle 17 in avanti per l’aperitivo, con cibo caldo servito da cameriere, e impiegate che si vede che si sono vestite meglio degli altri giorni perché potrebbe essere la volta buona per l’incontro giusto ; ) I maschi no, quelli non direi fossero vestiti per l’occasione. Ecco, io un posto così gliel’ho proprio invidiato.

 

 

Senza dilungarmi poi in troppi particolari vi elenco un po’ di cose che abbiamo fatto:
– romantico giro lungo i canali (sole a novembre e maglietta a maniche corte, incredibile),
– visita alla Amsterdam notturna, come d’obbligo (scoperto che fa tendenza lo smalto fluo: orrore),
– vasca serale con struscio (quella c’è ovunque) con mio inseguimento di un giovane e aitante maratoneta che ha fatto morir dal ridere i miei amici,
– museo di Van Gogh (dove mi sono improvvisata guida turistica recuperando i ricordi dei vari esami di storia dell’arte),
– applausi ai finalisti della maratona di Amsterdam (maledette transenne che ci impedivano di attraversare!),
– foto di rito del vero turista davanti alla scritta rossa di Amsterdam (con Savio improvvisatosi scalatore esperto),
– pranzi e cene che oscillavano tra l’assurdo (vedi ‘mago che ha sfilato l’orologio a Savio senza che lui se ne accorgesse’), il kitch (non vi mostro le fotografie dei soprammobili che usano ai tavoli dei ristoranti), l’orrido (cena interminabile con cameriere bradipo dove stavo per commettere una strage), la meraviglia (open space affacciato sul porto) e il superbo (cibo meraviglioso servito da un cameriere con cui saremmo fuggite tutti in massa, Savio compreso).

  

 

E poi c’è stata la vera Heineken experience, quella al museo. Luci, colori, profumi, video, giochi, sorprese. Sembravamo bambini, sempre con gli occhi spalancati per una nuova cosa da guardare, tipo il video che mi piace un sacco sul bere responsabileThe sunrise belongs to moderate drinkers‘ (Paola è la copia di Audrey Napoleon ; )
Per me era la prima volta, ma anche per loro che c’erano già stati era una bella emozione, si vedeva da quanto sorridevano (oppure sono davvero bravi a recitare, ma dubito). Il tutto si è concluso con la mia bottiglia personalizzata, che sfoggio in bella vista in cucina (e su tutti i social) e gadget vari allo shop che vanta dei pezzi davvero carini. Consiglio a tutti la visita, sia per scoprire la storia della Heineken fin dalle sue origini, sia per provare belle emozioni con le attività interattive che il museo offre (compresa simulazione virtuale in sala cinema in cui tu diventi una birra e quindi subisci tutti i processi di produzione tipo acqua che ti piove in testa, bolle di sapone e scossoni sotto i piedi quando scorri sui rulli prima di essere imbottigliata. 

Amsterdam è davvero deliziosa, e vi segnalo alcuni indirizzi utili per dormire e mangiare:

– il Notting Hill hotel: elegante (4 stelle), begli arredi, personale gentilissimo, colazione curata e Nespresso sul comodino ; )
– il ristorante del Conservatorium, una location dal design antico e moderno insieme, molto curato, con camerieri carini che ti strizzano l’occhiolino (da contratto, la povera Laura si era già illusa lo facesse solo a lei) e che annovero nella mia lista di migliori ristoranti mai provati (la mia bouillabesse ad esempio era perfetta)

-siamo stati anche al tanto decantato Bak, che sicuramente ha una vista sul porto unica, un design studiato nei minimi particolari ed è bellissimo, ma sul servizio proprio gli do un voto basso (attesa interminabile e cameriera scostante). Lo consiglio più per un caffè o una merenda, ecco, perchè comunque va visto e si presta benissimo ad esser fotografato.

Grazie di cuore a tutti, specie al grande Gerard Adriaan Heineken.
Questa è la mia foto preferita del viaggio: 
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Commenti

Un commento su "Amsterdam, la mia Heineken experience grazie a #iospillo"

il 21 febbraio 2015 alle 07:57
Silvia Musajo ha scritto:

Ciao! Bellissima e divertente esperienza e Amsterdam deve essere una cittá stupenda, io non ci sono ancora mai stata.
Ho molto apprezzato la modestia con cui hai iniziato a scrivere il post (non é proprio da tutti…) e la semplicitá con cui hai proseguito il racconto, hai trasmesso bene l'atmosfera e il tuo stato d'animo.
Grande e meritato premio!
Ciao!

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