Il giro d’Italia a tavola_Per tutti i gusti: Emilia Romagna

Confesso che aspettavo questo appuntamento, perché l’Emilia ha una tradizione culinaria che apprezzo moltissimo, e le mie aspettative non sono state per nulla tradite. Sono stata anche felicemente colpita dal fatto che 3 chef su 5 fossero donne, e forse per questo i risultati sono stati eccellenti ; ) La scenografia ospitante era sempre il ristorante il Canneto (squadra che vince non si cambia ; )

filettotagliatellaIl primo a fare il suo ingresso è stato Luca Marchini de L’erba del Re di Modena, molto simpatico e accompagnato da due bravissime collaboratrici, che mi hanno affascinato soprattutto nella preparazione della Signora Tagliatella fatta a mano: un’abilità e una padronanza del mezzo ineccepibili, nonostante la giovanissima età. Maneggiava un mattarello di legno (che mi sembrava lungo 2 metri) come avesse avuto in mano un foglio di carta, eppure penso fosse pesantissimo. Due sono le regole per le tagliatelle: 1 uovo per 1 etto di farina, e un tagliere di legno (e non di acciaio, e non ci sono santi). E con chi si sposa la tagliatella, se non con un signor ragù? Alla modenese, con coppa, salsiccia, pancetta, guancia e coda di vitellone di razza bianca modenese. La seconda ricetta che è stata presentata era un filetto di razza bianca modenese, frollato per più di 1 mese, fatto cuocere a bassa temperatura e poi caramellizzato in superficie con il miele millefiori prima di finire in forno per pochissimi minuti avvolto nell’alluminio. 

Il secondo chef è stata Isa Mazzocchi – del ristorante La palta di Borgonovo Val Tidone (Pc)- e ha pisareicucinato il piatto che più ho apprezzato di questo showcooking, cioè i pisarei e fasoin riveduti e corretti con i fagioli trasformati in un piccolo sformato e il Parmigiano Reggiano in palline fritte (e le avrei mangiate come caramelle!). paniniIsa poi ha polemizzato contro chi va alla ricerca di cibi stranieri senza ricordarsi che cose molto simili le può trovare anche nella tradizione italiana, e così ci ha preparato il batarö, un pane che somiglia tantissimo al naan, servito aperto e farcito, in questo caso con i 3 re dei salumi dop del piacentino: salame, coppa e pancetta. Per rendere il tutto ancora più goloso, il pane era spalmato di maionesi al gutturnio e alla malvasia e cipolle caramellate, insomma, uno spuntino che è molto meglio di mille cene! A Isa va la mia personale stella d’oro della giornata ; )

tortaEbreiIl terzo chef ci ha subito catturati con la storia della sua vita, un vero esempio di forza e coraggio e di come sia possibile cambiare la propria vita, a qualunque età, per seguire le ragioni del cuore. Giovanna Guidetti (sulla sua pagina trovate la sua bellissima storia) del ristorante La Fefa di Finale Emilia (Mo) ci porta in dono la Torta degli ebrei osformatino Sfogliata – deliziosi strati di pasta sfoglia calda e Parmigiano Reggiano – che la tradizione vuole servita con mortadella e accompagnata dall’anicione, liquore tipico di Finale Emilia. Il suo secondo piatto è uno sformato di Parmigiano Reggiano con vellutata di piselli, prosciutto di Modena croccante, e cialda di Parmigiano Reggiano, che ci fa presente possiamo trovare anche nel suo libro A tavola con duchi e duchesse.

madeleineIl quarto chef, Aurora Mazzucchelli del ristorante Marconi di Sasso Marconi mortadella(Bo), si è fatta accompagnare da i Signori del Barbecue per stupirci sul fatto che con il barbecue si possono cucinare un sacco di cose, come il suo raviolo grigliato al Parmigiano e una madeleine con fiori di lavanda, che mai avrei detto si potessero fare al barbecue, lo ammetto. Per ultima, Favola di nome e di fatto, si è adagiata sul barbecue anche una fettona di mortadella Favola del Salumificio Palmieri, servita con il meraviglioso aceto balsamico de Il borgo del balsamico.

L’ultimo chef ad occupare la scena è stato Paolo Teverini dell’Hotel Tosco Romagnolo, di cui confesso mi son persa i piatti a base di maiale dello showcooking, di cui gli altri però mi hanno raccontato la bontà!  Un po’ della sua bravura, anzi: tutta la sua bravura, l’ho però potuta testare durante la cena, con uno dei piatti più sorprendenti mai assaggiati: la carbonara di calamari cotta nella panna, bellissimo a vedersi e buonissimo a mangiarsi (trovate la foto più in basso).

Altri produttori hanno reso unica questa giornata, come l’azienda vinicola La stoppa di Elena Pantaleoni, di cui ho bevuto la malvasia Ageno; la famosa Torta Barozzi di Vignola; la birra Amarcord di Rimini con le sue speciali etichette; l’antico marchio Toschi dell’azienda azienda Toschi di Vignola e tutto ciò che rappresenta, e il Signor Culatello di Luciano Spigaroli dell’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense, ad occhio e croce l’uomo più osannato della serata.
Questo post è già lunghissimo, quindi lascio il racconto della cena alle sole immagini, ma tante parole erano necessarie per raccontarvi la bontà di questa serata ; )

menu segnaposto
carbonara passatelli
guancialino di di vitello marinato nel pepe con croccante di porcini piacentini e verdure di stagione torta di maialino con radici in agro, vegetali canditi e aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia del Borgo

Condividi

Commenti

0 commenti su "Il giro d’Italia a tavola_Per tutti i gusti: Emilia Romagna"

Non ci sono commenti, sarai tu il primo a scrivermi?

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà pubblicato

©copyright 2017 cucchiaiodistelle.com powered by Netzsite